Trikonasana

Trikonasana è per eccellenza l’asana che rispecchia il concetto di triangolo nello yoga. Molti insegnanti di grande fama hanno inserito nei loro libri questa posizione spiegando nella maniera più dettagliata i vari passaggi nell’esecuzione, oltre agli effetti benefici.

A.V. Lysebeth inizia ponendo l’accento sulle tempistiche di esecuzione della posizione; difatti ci indica che Trikonasana può essere utilizzata come posizione di preparazione (inserita dopo il saluto al sole), oppure  come posizione che integra altre posizioni (da inserire dopo una torsione). Oltre al momento in cui viene svolto l’asana c’é una differenza consistente anche nella respirazione poiché, nel primo caso, attraverso la sua esecuzione ci sarà una normalizzazione della respirazione, accelerata dalla sequenza del saluto al sole (vedi Surya Namaskara). Nel secondo caso l’inclinazione del busto deve essere effettuata nella fase inspiratoria, mentre la centralità del busto si otterrà nella fase espiratoria dopo aver sostato qualche secondo a polmoni pieni.

Inutile dire che la concentrazione deve essere rivolta all’espansione del torace, oltre che al ritmo respiratorio per rendere l’esecuzione fluida e naturale. I benefici di questo asana sono molteplici e li elenchiamo di seguito:

  1. attraverso la respirazione si ottiene una mobilità del torace, il lavoro svolto alternativamente sui due lati del torace porta un equilibrio nella funzionalità dei polmoni ed una buona ossigenazione degli stessi, poiché si lavora sulla parte intermedia e sulla parte superiore.
  2. il piegamento laterale alternato del busto permette alla colonna vertebrale di riequilibrarsi, soprattutto in caso di scoliosi.
  3. i muscoli della colonna vertebrale e del torace vengono allungati ed elasticizzati, mentre la muscolatura addominale e del collo viene tonifica e fortificata.
  4. gli organi addominali vengono “purificati” poiché la compressione della parte interna aumenta la circolazione del sangue. Chi ha problemi di stipsi potrebbe trarne vantaggio perché la stimolazione del sistema nervoso nella parte lombare è molto accentuata.

Come controindicazioni possiamo dire di rispettare il proprio corpo durante l’esecuzione senza forzare per raggiungere quanto indicato nei testi. Inoltre, le donne in gravidanza devono assumere la posizione con molta attenzione poiché l’utero e la parte addominale sono molto stimolate.

L’esecuzione della posizione è abbastanza semplice, bisogna tenere conto di alcune accortezze per una buona riuscita. Iniziamo divaricando le gambe più della larghezza delle spalle al fine di mantenere il bacino sempre frontale, lo sguardo deve essere sempre rivolto alla mano del braccio che verrà posto verso l’alto. Secondo A.V. Lysebeth nella fase inspiratoria bisogna inclinare il busto verso un lato, la mano posta sul fianco deve scivolare sulla gamba corrispondente, mentre quella sollevata dovrà essere posta parallela al pavimento. Con il braccio posto sulla gamba dovremmo arrivare a prendere il collo del piede, questo perché dobbiamo stirare il più possibile il torace nella parte aperta. Il busto e il bacino devono rimanere frontali, pertanto se nell’esecuzione viene a mancare questo elemento chiave è bene alleggerire la posizione.

Satyananda prevede tre varianti di questo asana e in tutte le esecuzioni l’inclinazione laterale viene effettuata nella fase espiratoria. Il piede della gamba che sorregge il busto viene aperto verso l’esterno, le braccia nella prima variante sono sulla stessa linea delle spalle. Nella seconda variante il braccio relativo al fianco che si trova in apertura deve essere posto parallelo al pavimento, mentre il ginocchio della gamba che sorregge il busto deve essere flesso (sicuramente in questo caso sarà più facile raggiungere il piede con la mano corrispondente). Nella terza variante la mano del braccio relativo al fianco che si trova in apertura deve essere posto dietro le lombari con il gomito in apertura, sicuramente la stimolazione del torace è molto più amplificata. Lo sguardo è rivolto verso l’orizzonte e non verso la mano sollevata.

Diamo uno sguardo all’esecuzione indicata da Iyengar, la quale si avvicina di molto alla prima variante di Satyananda. Le gambe devono rimanere aperte e dritte, il ginocchio della gamba che sorregge il busto deve essere ben saldo con la rotula richiamata verso l’alto. Il piede della stessa gamba deve essere girato verso l’esterno, sulla stessa linea del ginocchio. Nella fase espiratoria il busto flette lateralmente, le braccia rimangono sulla stessa linea delle spalle. La mano che raggiunge il pavimento deve essere posta dietro alla gamba, lo sguardo è verso la mano che rimane sollevata. L’inspirazione serve per ritornare nella posizione di partenza, dopo aver sostato per qualche respiro nella posizione statica. Per quanto riguarda l’aspetto benefico si fa riferimento solo alla parte addominale che viene stimolata dalla chiusura laterale alternata.

Nel video seguente troverete una lezione strutturata per avere Trikonasana come parte integrante della pratica. Mi raccomando rimanete concentrati sul respiro e vivete al meglio questo asana, rispettando il vostro corpo.

Buona pratica!

 

 

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